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IPERCUBO è lieta di presentare Impermanece, una mostra di Sarah Ciracì e Camilla Alberti a Milano.

IPERCUBO è lieta di presentare Impermanece, una mostra di Sarah Ciracì e Camilla Alberti a Milano.

Sarah Ciracì, Camilla Alberti,

Impermanence

Inaugurazione mercoledì 23 settembre, ore 17.

24 settembre-3 ottobre: ​​solo su appuntamento.

Spazio temporaneo IPERCUBO:

Via Carlo Farini 33, Milano.

IPERCUBO è lieta di presentare Impermanence, una mostra di Sarah Ciracì  e Camilla Alberti; la prima di una serie in cui la galleria presenterà in dialogo il lavoro di due artisti di diverse generazioni.

A prima vista, le indagini di queste due artiste possono sembrare diametralmente opposte: mentre Ciracì ha esplorato i rapporti tra uomo, tecnologia, cultura pop e mass media dall’inizio degli anni Novanta; Alberti investiga il paradigma vegetale come un possibile modello per ripensare gli intrecci tra tutti gli esseri viventi e non viventi del pianeta in modo non gerarchico. Tuttavia, questa opposizione è un errore, un dualismo già superato che può essere riassunto nel concetto di naturacultura (natureculture) di Donna Haraway: il riconoscimento che l’intreccio tra natura e cultura, o natura e tecnologia è pervasivo e inseparabile.

In particolare in questa mostra, il dialogo tra l’opera di Camilla Alberti e quella di Sarah Ciracì trova un terreno comune nell’idea di impermanenza, nella certezza che tutto, cose, esseri o stati, durano solo per un periodo di tempo limitato. Ad esempio, la serie Compost (2019-20) di  Camilla Alberti consiste in micro-spazi in cui elementi organici, come funghi, e rifiuti industriali si uniscono per proporre nuove possibilità di ibridazione e di collaborazione multi-specie. Tuttavia, in questi lavori, così come nella serie Ruins (2019) – in cui gli spazi costruiti con detriti industriali sono abitati da piante e muschi che necessitano di annaffiature regolari – l’artista sottolinea l’idea che il tempo crea stratificazioni in continuo mutamento. Allo stesso modo, in Like an Ocean with Its Waves… (2017) di Sarah Ciracì, concepito come una monumentale installazione video site-specific per il MATA Modena, l’artista ha creato un paesaggio naturale-artificiale immersivo in cui le riprese speculari delle onde del mare si sovrappongono a immagini altamente simboliche e ad altre quotidiane. Questo lavoro riunisce l’interesse chiave dell’artista per la scienza, in particolare per la fisica quantistica, e per l’incontro della metodologia scientifica con la filosofia buddista: in entrambe ciò che di solito si chiama “realtà” non è qualcosa di monolitico, statico e “oggettivo” ma muta in corrispondenza del punto di vista dell’osservatore.

Così nelle opere di Ciracì e Alberti l’impermanenza non è da evitare o resistere ma bisogna abbracciarne l’inevitabilità per pensare nuovi e alternativi approcci alle Natureculture.

Bio delle artiste

Sarah Ciracì (Grottaglie 1972. Vive e lavora a Milano) ha studiato al DAMS dell’Accademia di Belle Arti di Bologna e ha conseguito un MPhil  (Master of Philosophy) alla Plymouth University, UK. Ha avuto mostre personali in musei come il Museo d’Arte Contemporanea di Roma (MACRO), Roma; l’Accademia Italiana per gli Studi Avanzati in America presso la Columbia University, New York; e la Galleria nazionale d’arte moderna, Roma. Ha partecipato a mostre collettive nell’ambito di gallerie e musei nazionali e internazionali, tra cui il Museo nazionale della Arti del XXI secolo, MAXXI, Roma; il Yuki Kondo ACAC Aomori Contemporary Art Center, Giappone; il Museo di arte contemporanea del 21 ° secolo, Kanazawa, Giappone; la Triennale di Milano, la FRAC Languedoc-Roussillon, Montpellier; e la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Guarene D’Alba, Torino, tra le tante. Nel 2003/04 ha ottenuto il New York Prize, consistente in una borsa di studio annuale presso l’Italian Academy for Advanced Studies in America alla Columbia University, New York.

La ricerca di Camilla Alberti esamina i modi in cui lo spazio viene creato concettualmente, socialmente e fenomenologicamente, e considera molteplici registri tematici che vanno dal paesaggio all’architettura, guardando anche al rapporto tra diverse specie viventi. Ha conseguito la laurea triennale in Arti Visive, e la laura specialistica in Arti Visive e Studi Curatoriali presso la NABA (Nuova Accademia di Belle Arti di Milano). Tra le sue mostre meritano menzione: Neuro_Revolution, Air Trieste, a cura di Francesca Lazzarini, Incontro # 10 The Imagined Subject at Adolfo Pini Foundation (2017); Window Project presso Spazio 22, a cura di ECCENTRIC Art & Research (2017), Domande sul vivente a cura di Gabriela Galati (2018). Una delle sue installazioni è stata presentata nello Swamp School Project di Nomeda e Gediminas Urbonas nel Padiglione della Lituania alla Biennale di Architettura di Venezia (2018). Selezionata tra gli artisti finalisti del Premio States of Mind, il suo progetto Regression è stato esposto a Palazzo Valmanara Braga a Vicenza (2019), è stata finalista anche al Premio Arte Laguna, Venezia (2019). Alberti è nata a Milano nel 1994, dove vive e lavora.

 

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